LA PROBLEMATICA

Nel mondo 1,4 milioni di bambini sono ciechi e, nella metà dei casi, si tratta di patologie facilmente correggibili se prese per tempo.

In Italia la problematica maggiormente presente è l’ambliopia (occhio pigro):  si valuta che quasi il 5% della popolazione infantile soffre di tale problematica funzionale in seguito alla quale si valutano essere oltre 50.000 i bambini ambliopi.

Anche in questo caso si tratta di una patologia che se individuata precocemente (possibilmente in età ancora prescolare) e opportunamente trattata nei centri specializzati, può essere risolta positivamente.

Purtroppo tale patologia, dovuta in genere a capacità visive differenti tra i due occhi, non dà segni clinici e quindi, né il soggetto interessato né i genitori possono rendersi conto del problema.

GLI INTERVENTI

Una terapia rieducativa permetterebbe di affrontare e risolvere il problema.

L’esperienza ha dimostrato che nei pazienti su cui si è intervenuti entro i quattro anni di età si sono ottenuti dei buoni risultati.

Ciò dimostra come una corretta e precoce diagnosi sia fondamentale.

Una diagnosi precoce può avvenire efficacemente tramite un programma di screening effettuato nell’età prescolare.

Lo screening è infatti un intervento usato nella sanità pubblica per identificare i soggetti affetti da determinate patologie al fine di identificarle precocemente e permettere interventi terapeutici tempestivi.

LA PROPOSTA

La Fondazione Lions Internazionale LCIF ha avviato da alcuni anni il programma Sight For Kids dedicato alle problematiche visive dei bambini.

Il progetto SO.SAN. ha lo scopo attuare in Italia, su larga scala, tale programma coinvolgendo nei controlli a quanti più bambini possibile, sensibilizzando i genitori su questi argomenti, senza volerci sostituire al pediatra o oculista di fiducia.

L’intervento avverrà tramite operatori addestrati seguendo protocolli precisi. Il reclutamento della popolazione da visitare avverrà tramite le strutture scolastiche previa informativa e consenso dei genitori.

Trattandosi di pazienti in tenera età si è scelto uno strumento non invasivo e che non richiedesse particolare coinvolgimento del bambino. Si tratta di un autorefrattrometro automatico sviluppato appositamente per pazienti fino a 6 anni e che la So.San. ha già acquistato e positivamente testato.